Il poeta dell'infinito e del pessimismo cosmico
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Giacomo Leopardi nacque il 29 giugno 1798 a Recanati, un piccolo borgo delle Marche, primogenito del conte Monaldo Leopardi e di Adelaide Antici.
La famiglia Leopardi era di antica nobiltà, ma in condizioni economiche precarie a causa delle spese eccessive del padre Monaldo. Monaldo era un erudito conservatore, mentre la madre Adelaide era una donna rigida e religiosa, più preoccupata del patrimonio che dell'affetto verso i figli.
Dal 1809 al 1816, Leopardi si dedicò a uno studio intensissimo e solitario nella biblioteca paterna, studiando:
Questo periodo di studio intenso causò gravi problemi alla sua salute: sviluppò una deformità alla colonna vertebrale e problemi alla vista.
Nel 1816, Leopardi passò dall'erudizione alla poesia, iniziando a comporre versi e a scrivere opere poetiche ispirate dalla lettura dei classici e dalla scoperta della bellezza letteraria.
Nel 1819, Leopardi tentò di fuggire da Recanati, che sentiva come una prigione intellettuale e spirituale. Il tentativo fallì per la scoperta del padre, e Leopardi fu costretto a rimanere.
Negli anni successivi, Leopardi riuscì a lasciare più volte Recanati:
Nel 1833, Leopardi si trasferì definitivamente a Napoli con l'amico Antonio Ranieri. Le condizioni di salute erano ormai gravissime: oltre ai problemi alla colonna vertebrale, soffriva di asma, idropisia e disturbi cardiaci.
Nonostante le sofferenze, continuò a scrivere opere fondamentali:
Leopardi morì il 14 giugno 1837 a Napoli, nella villa Ferrigni alle pendici del Vesuvio, a soli 39 anni. La causa della morte fu probabilmente un edema polmonare aggravato da asma e problemi cardiaci.
I Canti sono la raccolta poetica principale di Leopardi, pubblicata in varie edizioni dal 1831 al 1835. Contiene 41 componimenti che rappresentano l'intera evoluzione poetica dell'autore.
Temi: patriottismo, nostalgia per la grandezza antica, critica al presente.
Scritti dopo il "silenzio poetico" (1824-1828), rappresentano la maturità artistica:
Poesie ispirate dall'amore infelice per Fanny Targioni Tozzetti:
La Ginestra è un poema filosofico di 317 versi in cui Leopardi espone la sua visione finale: la natura è matrigna, nemica dell'uomo, ma gli uomini devono unirsi in una "social catena" per resistere solidalmente alla loro condizione tragica.
Le Operette morali sono una raccolta di 24 prose filosofiche scritte principalmente tra il 1824 e il 1832. Sono dialoghi e trattati in cui Leopardi espone il suo pensiero filosofico attraverso forme narrative varie.
Lo Zibaldone di pensieri è un diario filosofico e letterario di oltre 4500 pagine, scritto tra il 1817 e il 1832. È l'opera in cui Leopardi registra riflessioni, osservazioni, abbozzi, teorie filosofiche e linguistiche.
Non è un'opera organica, ma una raccolta di appunti in cui Leopardi annotava:
Lo Zibaldone è fondamentale per comprendere:
Leopardi scrisse oltre 900 lettere a familiari, amici, intellettuali. L'epistolario è prezioso per ricostruire la sua biografia intellettuale e i suoi rapporti umani.
Poema satirico in ottave (1831-1837) che narra la guerra tra topi e rane come allegoria politica dell'Italia contemporanea. È una satira feroce contro i sovrani restaurati e i liberali moderati.
Raccolta di 111 brevi aforismi filosofici pubblicata nel 1845 (postuma). Contiene riflessioni amare e disincantate sulla natura umana, la società, l'amore.
Il pensiero di Leopardi è caratterizzato da un pessimismo radicale che si è evoluto nel tempo attraverso diverse fasi.
Nella prima fase, Leopardi crede che l'infelicità derivi dalla civiltà e dal progresso:
Dopo il 1824, Leopardi radicalizza la sua visione:
Alla base del pessimismo leopardiano c'è la teoria del piacere:
Leopardi arriva a vedere la Natura non come madre benefica, ma come matrigna crudele:
Leopardi riconosce alle illusioni un ruolo fondamentale, anche se contraddittorio:
L'immaginazione è la facoltà che produce le illusioni:
Leopardi sviluppa una poetica del vago e dell'indefinito:
Il ricordo ha un ruolo speciale nella poetica leopardiana:
Nell'ultima fase, Leopardi non rinuncia al pessimismo, ma propone una risposta etica:
La ginestra (fiore del deserto) è simbolo dell'atteggiamento corretto:
La Ginestra contiene anche una feroce critica all'ottimismo del XIX secolo:
L'ultimo Leopardi propone:
29 giugno: Nasce a Recanati da Monaldo Leopardi e Adelaide Antici
I "sette anni di studio matto e disperatissimo" nella biblioteca paterna. Studia lingue classiche, filosofia, letteratura
Conversione letteraria: passaggio dall'erudizione alla poesia
Inizia lo Zibaldone. Corrispondenza con Pietro Giordani
Scrive le prime Canzoni civili (All'Italia, Sopra il monumento di Dante)
Tentativo fallito di fuga da Recanati. Scrive L'infinito e altri idilli
Primo soggiorno a Roma. Esperienza deludente della città
Inizia la composizione delle Operette morali. Conversione filosofica al pessimismo cosmico
Soggiorni a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Periodo produttivo
Scrive i Grandi Idilli: A Silvia, Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Canto notturno
Soggiorno a Firenze. Incontro con Antonio Ranieri. Amore infelice per Fanny Targioni Tozzetti
Prima edizione dei Canti. Scrive A se stesso
Si trasferisce definitivamente a Napoli con Ranieri
Scrive La ginestra, suo testamento poetico e filosofico
14 giugno: Muore a Napoli all'età di 39 anni
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